Sono soddisfatta della mia domenica. Sono contenta di aver trovato la concentrazione per riuscire a portare in porto questo lavoro. Sono riuscita a rileggerne e correggerne metà, forse ce la faccio anche senza il file sparito. Adesso chiudo, per oggi ne ho abbastanza di pane e affini. A sapere che a Ravenna c'era il festival del pane, sarei andata a vedere (e gustare) dal vivo quello su cui mi sto spaccando la testa da due mesi. Vabbè, ormai siamo agli sgoccioli... Domani mi alzerò prestissimo per finire.
Domani è un altro giorno. Stanotte spero di dormire, senza nasi chiusi e incubi da baking powder, sourdough and wheat flour. E il 16 ottobre voglio festeggiare :-)
Grazie a una simpaticissima intossicazione ho passato gli ultimi cinque giorni a digiuno, con la lingua gonfia e la bocca a gommone. Non ho ancora capito quale sia stata la causa, probabilmente un cocktail micidiale di stress, pensieri, corse, freddo, pastiglie effervescenti per il raffreddore e qualche sbrodego* serale per compensare le giornate convulse.
Probabilmente ho tirato troppo la corda e all'improvviso si è spezzata. Il mio corpo ha detto stop, andando in black out totale: emicrania ferocissima e stomaco rivoltato. Perché in fondo il mio fisico è più intelligente della mia testa, che non sa mai quando dire basta.
Era da tanto che non mi succedeva. All'improvviso mi sono sentita portata indietro negli anni, all'ultimo anno di università e ai primi anni di lavoro, quando questi disturbi erano una costante e, in certi periodi, diventavano un problema quasi invalidante. Ho lavorato per anni su me stessa e sul mio modo di gestire i problemi per poter "guarire". Quello che non mi torna è perché questo problema si risveglia proprio ora... ora che mi sembra tutto a posto. O forse sono io che voglio convincermi che lo sia**?
*ricadono nella categoria "sbrodeghi" tutti gli alimenti che fanno bene all'umore ma non tanto al fegato: cioccolata, patatine, fonzies, cipster et similia (in mancanza di altro ho fatto fuori anche un vasetto di olive e qualche cappero)
** infatti sto fingendo che Adriano non abbia la congiuntivite, che il consorte non sia più stressato di me, che mia madre non mi stressi perché non ho ancora le tende, che in ufficio qualcuno capisca quello che dico, che il pc non si sia mangiato la mia traduzione e tutte le nostre foto...
Penso sia definitivo: oggi a 15 mesi e 5 giorni il Bubu è diventato finalmente bipede :-) E' tutto il giorno che cammina, con i pugnetti stretti e il sorriso orgoglioso. E io mi sciolgo... e ora vado a dormire felice anche se stanchissima (inventario della giornata: km percorsi - 100 su 3 province, euro spesi - 382, cartelle tradotte - 0).
Oggi il mio cucciolo compie 15 mesi. Ho atteso tutto il giorno di vederlo camminare da solo ma non c'è stato verso. Ha ancora troppa paura, appena capisce di non avere sostegni si siede e si mette a gattonare.
Non so... sto vivendo con apprensione questa fase. Da quando ha compiuto un anno mi sembra che cresca alla velocità della luce. O forse sono io che in questi mesi sono stata poco con lui, divisa come sono tra lavoro 1, lavoro 2 e tutto il resto. I tre mesi passati mi sembrano un enorme buco nero... Non va per niente bene così. Sento che qualcosa mi sta sfuggendo, sento che devo correggere il tiro.
Non so... intanto devo andare avanti. La strada è di nuovo in salita. Tanto più che ho perso una quindicina di cartelle che dovrò quasi sicuramente rifare se non mi aggiustano il pc. Ma voglio chiudere la giornata con un briciolo di speranza, illudendomi di essere a - 38. Altrimenti non mi passano più...
Basta poco per sentirsi meglio. Perchè i problemi non sono veri problemi, sono solo seccature passeggere che se ne vanno da sole. Basta guardarle con lo spirito giusto. Basta cercare di guardare prima le cose positive... è uno sforzo mentale che dovrei fare sempre, o almeno ogni volta che mi prende lo sconforto per le mie imperfezioni.
Basta poco.
Magari anche tornare a casa e vedere un bimbo che mette tutto se stesso per provare a camminare da solo, anche se ha paura, anche se cade.
Vedere un consorte che, anche se ha la febbre, si sforza di farmi trovare il pranzo pronto perché hai lavorato e sarai stanca.
Riuscire ad arrivare alla 49° cartella di 98 per sentirmi già in dirittura d'arrivo, anche se manca ancora metà lavoro.
Magari semplicemente riuscire a prendere un'ora per rimettere in sesto la capigliatura. Come se con la testa in ordine fossero meno caotici anche i pensieri...
1. la febbre post-vaccino del Bubu (... e che mi credevo? che lo passasse indenne? maddai!)
2. aver finito il gasolio a metà strada tra ufficio e casa e accorgersi anche di aver dimenticato il telefono
3. non essere riuscita a tradurre neanche una cartella e ricevere una mail dall'editore che mi chiede se deve chiamare "Chi l'ha visto"
4. trovare in mezzo ai pannolini da gettare il telefono di casa senza sapere di averlo perso (ma sapendo benissimo chi può avercelo messo)
Direi che non occorre arrivare a 10, eh?
Pensavo che il giorno peggiore del rientro fosse il primo... però ieri non sono andata in ufficio al mattino, ieri non pioveva, ieri non ho chiuso il Bubu in macchina con le chiavi dentro, ieri non c'erano i lavori in corso davanti al nido e non ho dovuto attraversare in mezzo alle colate di asfalto con il bimbo in braccio sotto la pioggia, ieri Bubu non ha pianto vedendomi andare via. A quanto pare le vacanze sono decisamente finite.